 Il Settore Giovanile della Reggina prende sempre più forma. Dopo la riconferma di Breda come allenatore della Primavera e l'ingaggio di Aloisi in qualità di mister degli Allievi nazionali, tocca a Pierantonio Tortelli per questa stagione guidare la formazine dei Giovanissimi nazionali. Pierantonio Tortelli, ex difensore di Brescia (dove ha fatto tutta la trafila del settore giovanile),Cosenza, Barletta, Casertana e Messina, vanta una grande esperienza alle spalle essendo il tecnico con maggiore "anzianità" del settore giovanile della società amaranto.
Esperienza che però si sposa anche con responsabilità. Sembrerebbe quasi un passo indietro, visto e considerato che la passata stagione Tortelli allenava gli Allievi nazionali, in realtà non lo è. Non è un caso che il responsabile del settore giovanile, Simone Giacchetta, abbia affidato questo ruolo proprio a lui: ruolo delicato, anche perchè i Giovanissimi nazionali (classe '94) sono stati i protagonisti della passata stagione con un campionato di alto livello culminato con le finali nazionali. A lui, fresco di premiazione come miglior allenatore alla Shalom Diomede Cup nonostante la sconfitta maturata ai calci di rigore contro il Treviso, abbiamo chiesto:
Quali sono secondo Lei le differenze nell'allenare un gruppo più giovane?
Intanto i Giovanissimi si chiamano così perché hanno un’età “verde”, sono come una spugna in questo momento; sono ragazzi che devono apprendere tutto ciò che prevede l’inizio del gioco del calcio. Si parla di tattica individuale, non si fa certamente la tattica collettiva, che si svolge negli Allievi. I Giovanissimi hanno più bisogno che qualcuno spieghi loro come porsi rispetto alla palla, alla porta, all’avversario. Ci sono tante cose che vanno spiegate analiticamente per i Giovanissimi mentre per gli Allievi si era già un passo avanti. Si deve partire dal facile, perché i ragazzi sono giovani, e poi andare a fare qualcosa di difficile.
Quindi allenatore-educatore piuttosto che allenatore-mister?
Ma no…l’allenatore è sempre un educatore sia che si lavori con i ragazzi che con i professionisti.
L’allenatore offre le sue esperienze e il suo sapere per il bene del gruppo.
Quali valori proverà a trasmettere ai ragazzi?
Gli stessi che hanno cercato di trasmettere a me: rispetto per i compagni, per l’allenatore, per gli avversari, umiltà, dedizione e tanto sacrificio.
Qual'è stata la più grande soddisfazione nel corso della sua carriera?
Essere ricordato dagli altri per il mio lavoro. Mi spiego meglio raccontando un aneddoto: nella passata stagione mentre stavo facendo allenamento con gli Allievi nazionali si è avvicinato Modesto, che ho avuto il piacere di allenare a Cosenza, e a tutti i ragazzi ha detto: “sappiate che voi siete fortunati perché siete allenati da un bravo mister”. Ecco, questa credo che sia la mia più grande soddisfazione.
….e il rammarico più grande?
Non riuscire a trasmettere quello in cui credo.
Ci sono dei modelli ai quali si è ispirato?
...
Si…modelli tanti anzi, per fare una battuta, posso dire che visti i
capelli bianchi brizzolati e gli occhi azzurri dicono che assomiglio a
Trapattoni, quindi potrei dire che è lui il mio modello.
Ascolta il giudizio della gente o fa di testa sua? Sia a livello tecnico sia umano.
Sono un tipo che ascolta il giudizio della gente ma alla fine sono io che prendo le decisioni.
Dovesse dare un consiglio al suo successore Aloisi cosa gli direbbe?
Aloisi non ha bisogno di consigli…solo che, è questo mi fa molto
piacere, proprio in questi giorni, a pranzo, Aloisi si è avvicinato a
me e mi ha chiesto che tipo di squadra avevo l’anno scorso.
Quando è previsto l'inizio della preparazione?
Faremo 3 giorni conoscitivi e poi inizieremo con la preparazione.
Che gruppo troverà...Ha avuto modo di conoscere i ragazzi?
Conosco già la squadra anche perché ho avuto modo di vederla in opera
la passata stagione. In ogni caso, posso già annunciare che ci saranno
5 nuovi arrivi: tutti e 5 di qualità.
Come diventa grande un settore giovanile?
Con tanta dedizione e tanto lavoro: componenti, queste, che la Reggina tiene sempre in considerazione.
Calcio e Scuola: come riuscite a far conciliare gli impegni scolastici
con un’attività impegnativa come quella del calcio? Li controlla
personalmente?
Beh, diciamo che la Reggina punta molto sulla preparazione dei ragazzi
non solo tecnica ma anche personale e umana. Per queste ragioni la
società controlla le pagelle dei ragazzi periodicamente prendendo anche
provvedimenti nel caso di scarso rendimento.
Che rapporto preferisce avere con i ragazzi?
Con i ragazzi mi piace scherzare, sono stato calciatore anche io quindi
conosco le “battute da spogliatoio”, però al tempo stesso sul campo
voglio che i ragazzi ascoltino quelli che sono i miei pensieri, le mie
decisioni, le mie soluzioni.
Un'ultima domanda: Si sbilanci... qual’è l'obiettivo stagionale.
Riconfermare quanto fatto la scorsa stagione oppure provare ad andare
oltre?
Mah, l’obiettivo è sempre quello di migliorarsi, ma noi pensiamo a fare bene e i risultati verranno da soli.
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