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La Regina delle cucine PDF Stampa E-mail
venerdì 03 novembre 2006
cucina-agata
Sudare, allenarsi tutti i giorni, studiare tecnica e tattica a volte non basta per disputare una grande partita. Un elemento importante è anche l’alimentazione dei giocatori. Al S.Agata, da un anno e mezzo, la regina delle cucine è Assunta Monaco. Nel suo regno, la dolce e simpatica signora con la chioma bionda, sa dove mettere le mani creando sempre piatti prelibati. “Non c’è un menu standard – spiega Assunta -. La pasta, condita per esempio da pomodoro, tonno, patate, è una portata fondamentale. Legumi e verdure vengono subito dopo. Minestrone, lenticchie, fagioli, verdure lesse e insalate crude sono pasti offerti abitualmente ai ragazzi. Naturalmente – conclude - è previsto anche il secondo piatto. Pesce, prosciutto crudo, cotto o bresaola… possono scegliere”. Ogni giorno sono tante le bocche da sfamare tra giocatori e tecnici. “Non saprei dire quante persone ogni giorno pranzano e cenano in sala mensa. A volte anche 60 persone, a volte di più - racconta la nostra amica cuoca - . Spesso pranzano qui anche i ragazzi che vengono al centro sportivo a fare il provino o i giocatori della prima squadra prima di partire per una trasferta. Fortunatamente facciamo i turni, altrimenti la nostra sala non basterebbe a contenerli tutti”. La cosa importante è che il cibo è genuino, d’origine controllata e per la regina delle cucine questo è un fattore fondamentale.
Tra studio e sport, il dispendio di energie è tanto e il momento di mangiare è atteso dai calciatori con trepidazione. “Spesso i ragazzi arrivano in sala mensa 10-20 minuti prima dell’ora stabilita. Mangiano un po’ di tutto. Quasi tutti apprezzano il modo di preparare i cibi, anche le verdure. Qualcuno storce il naso, ma ormai si sono abituati”. La loro dieta è gestita di concerto con i tecnici. A volte qualcuno “esagera” e allora deve essere controllato con maggiore attenzione. L’offerta culinaria è abbastanza diversificata, attenta alle particolari necessità di alcuni ragazzi. “La nostra responsabilità è enorme, ma i genitori possono star tranquilli perché sono seguitissimi – afferma Assunta -. Ad esempio, tra i nostri giovani c’è un francese di religione musulmana e nel cucinare, naturalmente, cerco di rispettare le sue abitudini”. Le eccezioni nel menu sono rare, ma non mancano. “Ogni tanto prepariamo la pizza, pasto completo che sostituisce il resto. Loro non dicono mai basta ma ne impasto così tanta che riusciamo a saziarli –confessa la signora Monaco -. Strappi alle regole? Di solito no, ma in occasione di alcune feste, per esempio la Domenica delle Palme, per far sentire a casa i ragazzi, facciamo qualche concessione come becande gasate o dolci”. La tavola, oltre a essere il luogo dove recuperare le energie, è il posto in cui i ragazzi discutono dei problemi di scuola, delle partite, dei gol, degli errori… e tra una battuta e l’altra l’allegria non manca mai”. Ma la nostra simpatica amica non è solo una cuoca per i giovani calciatori amaranto; la filosofia del S. Agata è proprio quello di creare una splendida famiglia e Assunta sembra proprio essersi calata alla perfezione in questa dimensione. “Il nostro rapporto è bellissimo. Per loro sono quasi una seconda mamma. Se hanno qualche problema, se li vedo tristi, cerco di tirarli su e per fortuna ci riesco”. Si dice che a tavola non si invecchia mai, al S.Agata aiuta anche a crescere e a volte a diventare campioni.

Redazioni Regginacalcio.com
 





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