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Francesco Ferraro racconta i suoi Giovanissimi |
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venerdì 02 marzo 2007 |
La loro ultima gara ufficiale
risale al 28 gennaio (netto successo sul campo dell’Andria), poi solo tanto
allenamento in vista di un unico obiettivo: la crescita. Stiamo parlando dei
Giovanissimi nazionali guidati da mister Francesco Ferraro il quale, a due
giorni dal rientro in campo della sua formazione, parla a 360 gradi dei giovani
campioni amaranto. «E’ sempre difficile descrivere un gruppo – esordisce
Ferraro - Ho a disposizione una rosa ben
assemblata, con delle buone individualità sotto il profilo tecnico e importanti
strutture dal punto di vista fisico. Per quanto riguarda il lato tattico, è
chiaro che bisogna ancora lavorare ma voglio sottolineare le qualità morali che
contraddistinguono questi giovani. La società – prosegue il tecnico – ha puntato
fortemente su questi ragazzi, e il fatto che dieci di loro vivano nella
foresteria del Centro Sportivo, credo significhi qualcosa». L’allenatore
amaranto, si sofferma poi sul cammino della sua squadra. «Fino ad oggi, il
nostro campionato è stato pesantemente condizionato dai numerosi infortuni, basti
pensare che ben sei dei nostri atleti hanno subito gravi traumi come la frattura
di tibia e perone. Ma questa è una stagione abbastanza atipica anche perché,
dall’inizio del nuovo anno ad oggi abbiamo disputato due sole gare, complice la
decisione da parte di molte società professionistiche, di rinunciare alla
partecipazione a questo torneo. Risultati a parte, tuttavia, sono certo che
molti di questi ragazzi un giorno arriveranno a giocare al Granillo, e ciò sarebbe
il successo più bello e importante per me e per la società» . Domenica mattina,
i giovani amaranto, ospiteranno il Catania. Come si è preparata la squadra nel lungo
periodo di inattività? «In questo mese – dichiara mister Ferraro – l’obiettivo
principale è stato quello di inculcare il principio di consapevolezza
dell’importanza dell’allenamento. Tutto ciò può sembrare banale ma è davvero
molto complicato riuscire a far mantenere la giusta concentrazione per un
periodo così lungo in cui viene dunque a mancare la cosiddetta motivazione
della gara. Ho provato a far capire ai miei ragazzi il valore del lavoro e il
miglioramento che si può ottenere quotidianamente. E’ stato comunque un mese tutto
sommato positivo in cui abbiamo continuato il non facile lavoro di “costruzione”
non solo di tanti calciatori ma soprattutto di tanti uomini».
Redazione Reggina Calcio
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