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Allievi a Torre del Greco PDF Stampa E-mail
giovedì 28 agosto 2008
giovanili1.jpgLa Reggina, categoria Allievi, è stata invitata a Torre del Greco per disputare il torneo “Città di Torre del Greco”. La competizione si svolgerà dal 1° al 7 Settembre. Saranno 8 le squadre partecipanti, divise in 2 gironi: la formazione di Mister Aloisi è stata inserita nel girone B con Napoli, Palermo e Avellino. Le squadre che compongono il girone A saranno invece Genoa, Lazio, Salernitana e Turris. I ragazzi partiranno alla volta di Torre del Greco giorno 1, in vista del primo impegno, che si svolgerà il 2 alle ore 20 contro l’Avellino. Le altre sfide in programma sono contro il Napoli giorno 4 e contro il Palermo giorno 6. Eventuali finali si disputeranno il 7 settembre. Al termine della finalissima ci sarà la cerimonia di chiusura. Nel periodo del soggiorno la squadra sarà ospite dell’Amministrazione Comunale, la quale ha voluto fortemente la presenza di una realtà come quella della Reggina.
 
A tu per tu con...Roberto Breda PDF Stampa E-mail
martedì 19 agosto 2008
breda2.jpg Tra poco più di un mese la formazione Primavera entrerà nel vivo del campionato. E con loro ci sarà per il secondo anno consecutivo Roberto Breda, tecnico trevigiano di 39 anni. Attualmente, la squadra amaranto si sta preparando per l’amichevole di domani contro il Siracusa, test utile in vista dei primi impegni ufficiali. “Le finali nazionali sono per la squadra un obiettivo, ma ciò che conta di più è la crescita del ragazzo, e questo passa attraverso il lavoro quotidiano e l’impegno. Ho sempre cercato - prosegue il tecnico - di trasmettere i valori che ho avuto da calciatore, come dedizione al lavoro e sacrificio”. Per conoscere l’intero contenuto dell’intervista con Roberto Breda, visita la sezione "Interviste Esclusive" di RegginaTv.

Clicca qui per vedere il video
 
A tu per tu con...Pierantonio Tortelli PDF Stampa E-mail
martedì 12 agosto 2008
mister_tortelli08.jpgIl Settore Giovanile della Reggina prende sempre più forma. Dopo la riconferma di Breda come allenatore della Primavera e l'ingaggio di Aloisi in qualità di mister degli Allievi nazionali, tocca a Pierantonio Tortelli per questa stagione guidare la formazine dei Giovanissimi nazionali. Pierantonio Tortelli, ex difensore di Brescia (dove ha fatto tutta la trafila del settore giovanile),Cosenza, Barletta, Casertana e Messina, vanta una grande esperienza alle spalle essendo il tecnico con maggiore "anzianità" del settore giovanile della società amaranto.
Esperienza che però si sposa anche con responsabilità. Sembrerebbe quasi un passo indietro, visto e considerato che la passata stagione Tortelli allenava gli Allievi nazionali, in realtà non lo è. Non è un caso che il responsabile del settore giovanile, Simone Giacchetta, abbia affidato questo ruolo proprio a lui: ruolo delicato, anche perchè i Giovanissimi nazionali (classe '94) sono stati i protagonisti della passata stagione con un campionato di alto livello culminato con le finali nazionali. A lui, fresco di premiazione come miglior allenatore alla Shalom Diomede Cup nonostante la sconfitta maturata ai calci di rigore contro il Treviso, abbiamo chiesto:


Quali sono secondo Lei le differenze nell'allenare un gruppo più giovane?
Intanto i Giovanissimi si chiamano così perché hanno un’età “verde”, sono come una spugna in questo momento; sono ragazzi che devono apprendere tutto ciò che prevede l’inizio del  gioco del calcio. Si parla di tattica individuale, non si fa certamente la tattica collettiva, che si svolge negli Allievi. I Giovanissimi hanno più bisogno che qualcuno spieghi loro come porsi rispetto alla palla, alla porta, all’avversario. Ci sono tante cose che vanno spiegate analiticamente per i Giovanissimi mentre per gli Allievi si era già un passo avanti. Si deve partire dal facile, perché i ragazzi sono giovani, e poi andare a fare qualcosa di difficile.
Quindi allenatore-educatore piuttosto che allenatore-mister?
Ma no…l’allenatore è sempre un educatore sia che si lavori con i ragazzi che con i professionisti.
L’allenatore offre le sue esperienze e il suo sapere per il bene del gruppo.
Quali valori proverà a trasmettere ai ragazzi?
Gli stessi che hanno cercato di trasmettere a me: rispetto per i compagni, per l’allenatore, per gli avversari, umiltà, dedizione e tanto sacrificio.
Qual'è stata la più grande soddisfazione nel corso della sua carriera?
Essere ricordato dagli altri per il mio lavoro. Mi spiego meglio raccontando un aneddoto: nella passata stagione mentre stavo facendo allenamento con gli Allievi nazionali si è avvicinato Modesto, che ho avuto il piacere di allenare a Cosenza, e a tutti i ragazzi ha detto: “sappiate che voi siete fortunati perché siete allenati da un bravo mister”. Ecco, questa credo che sia la mia più grande soddisfazione.
….e il rammarico più grande?
Non riuscire a trasmettere quello in cui credo.
Ci sono dei modelli ai quali si è ispirato?

... 

 
Conosciamo...Antonio Aloisi PDF Stampa E-mail
lunedì 11 agosto 2008
aloisi.jpgConosciamo meglio Antonio Aloisi, ex difensore centrale della Reggina nella stagione ’97-’98 ed oggi allenatore degli Allievi nazionali. A lui abbiamo chiesto:

E’ la prima esperienza come allenatore?
Sì, come allenatore è la mia prima esperienza; sono stato calciatore della Reggina nell’anno ‘97-’98.
Come mai la Reggina Calcio?
Mah, mi è stata proposta una situazione che ho ritenuto molto interessante perché avendoci giocato da calciatore so benissimo che tipo di mentalità ha questa società: è molto seria,dove si fanno le cose con metodo, con giudizio e quindi non ho avuto nessun problema ad accettare questa nuova esperienza.
E’ già stato a Reggio Calabria nel 1997…piacevole ritornare in questa città? Le piace?
Sì sono stato molto bene. E’ stato un anno molto intenso, ho dei ricordi molto belli, conosco già la città ed ho visto che è stata ulteriormente migliorata; è una bellissima città.
Settore giovanile...Punto di partenza o le interessa di più lavorare con i giovani?
Lavorare con i giovani è molto interessante, ci si arricchisce molto. Questa mia prima esperienza mi porta ad allenare gli Allievi nazionali, lo faccio con molto entusiasmo. E’ chiaro che tutti siamo ambiziosi e tutti vorremmo crescere, diventare più bravi ed andare ad allenare in categorie superiori però in questo momento per me lavorare con i ragazzi deve essere un momento di crescita personale, devo fare bene, so che ho un compito molto difficile, con grandi responsabilità, ma sono qui per prenderle senza nessun problema.
Da calciatore giocava come difensore centrale:come allenatore ha una visione difensivista o improntata di più sullo spettacolo?
A me piace vedere la squadra che gioca bene. Giocare bene al calcio significa essere in possesso di tutti i requisiti tecnico-tattici. Non sono un difensivista, sono uno che ha fatto nella sua carriera il difensore centrale ma delle volte da difensore centrale si vede molto meglio il campo, l’impostazione del gioco.
E nella vita? Va subito al sodo o pensa più al contorno?
Sono un tipo molto deciso ma mi piace riflettere sulle situazioni che mi capitano davanti.
Le interessa il giudizio delle altre persone nelle scelte che fa? Sia in quelle tecniche che nella vita.
Assolutamente no. Ripeto sono un tipo estremamente riflessivo, prima di giungere ad una decisione ci penso e ci ripenso molte volte.E’ chiaro poi che se ho davanti un collega più bravo è chiaro che cerco di attingere notizie positive che mi possano servire in futuro. Sono ben disposto al dialogo però alla fine sono una persona che decide con la propria testa.
Ha giocato con Simone Giacchetta nella sua unica stagione a Reggio.Può descriverlo come giocatore e come responsabile del settore giovanile.
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11 agosto 2008   
 
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